Consulenza psicologica
Disturbi dell’alimentazione
Anoressia nervosa
L’anoressia nervosa è un disturbo dell’alimentazione che colpisce prevalentemente persone di sesso femminile e l’età di esordio è compresa tra i 12 e i 25 anni.
L’anoressia nervosa ha generalmente inizio con un marcato calo ponderale ed il successivo raggiungimento di un peso corporeo molto basso.
La perdita di peso è perseguita seguendo una dieta ferrea e ipocalorica e a volte praticando un’attività fisica eccessiva e compulsiva. Possono essere presenti anche altre forme non salutari di controllo del peso, come il vomito autoindotto, oppure l’utilizzo di lassativi o diuretici.
Sintomi comuni, che si aggravano con il decremento del peso (e spesso scompaiono con il suo recupero), sono la depressione, i deficit di concentrazione, l’ossessività, l’isolamento sociale e la perdita dell’interesse sessuale.
Per fare diagnosi di anoressia nervosa, devono essere presenti il sottopeso (IMC<18,5), un’intensa paura di prendere peso o diventare grassi ed un’eccessiva (e distorta) valutazione del proprio peso e della propria forma del corpo, la quale, interferisce negativamente sulla valutazione di sé.
Se solo alcuni tra questi criteri sono presenti, si procederà a fare diagnosi di “Altri disturbi dell’alimentazione”. Il quadro, infatti, risulterebbe comunque degno di attenzione clinica.
In alcuni casi il disturbo è breve e guarisce senza nessun trattamento (o con un trattamento breve), ma nella maggioranza dei casi persiste e richiede attenzione clinica. Se non trattato, nel 10-20% dei casi, il disturbo alimentare persiste per tutta la vita, danneggiando gravemente il funzionamento interpersonale, scolastico e/o lavorativo
La giovane età e la breve durata di malattia, sono fattori di prognosi positiva, mentre la presenza di problematiche mediche e psichiatriche coesistenti, sono fattori di prognosi negativa.
Le linee guida NICE consigliano la CBT-E (Terapia Cognitivo Comportamentale Migliorata) come il solo trattamento raccomandato per tutti i disturbi dell’alimentazione e per tutte le età.
Bulimia nervosa
La bulimia nervosa colpisce circa l’1% delle giovani donne, mentre gli uomini sono colpiti raramente. L’età d’esordio è compresa tra i 12 e i 25 anni con un picco di maggior frequenza tra i 18 e i 19 anni.
Le persone che presentano questo disturbo presentano un peso generalmente normale (solo alcune sono leggermente in sottopeso o in sovrappeso).
La bulimia nervosa generalmente esordisce con una dieta estrema e rigida che porta alla diminuzione del peso corporeo (infatti, un quarto delle persone colpite, in questa fase soddisfa i criteri diagnostici dell’Anoressia Nervosa). Dopo un certo periodo subentrano gli episodi di abbuffata che interrompono la restrizione alimentare e perciò il peso tende a rimanere nella norma.
Per poter diagnosticare questo disturbo, devono essere presenti episodi ricorrenti di abbuffata (consumo di una grande quantità di cibo con sensazione di perdita di controllo), seguiti da comportamenti di compenso almeno 1 volta a settimana per 3 mesi ed un’eccessiva valutazione del peso e delle forme del corpo (che influenza negativamente la valutazione di sé). Qualora non siano soddisfatte tutte queste condizioni, si procederà a fare diagnosi di “Altri disturbi dell’alimentazione”, ma il quadro clinico resta degno di accertamenti.
Circa il 23% dei casi ha un decorso protratto nel tempo, in cui il 20% dei casi mostra il passaggio ad altri disturbi alimentari. Se persiste negli anni, danneggia gravemente le relazioni sociali, la carriera scolastica e lavorativa di chi ne soffre.
Le linee guida NICE consigliano la CBT-E (Terapia Cognitivo Comportamentale Migliorata) come il solo trattamento raccomandato per tutti i disturbi dell’alimentazione e per tutte le età.
Binge eating
Per fare diagnosi di Binge Eating è necessario il verificarsi di ricorrenti episodi di abbuffata associati a tre o più dei seguenti aspetti: mangiare molto più rapidamente del normale, mangiare fino a sentirsi sgradevolmente pieni, mangiare grandi quantitativi di cibo anche se non ci si sente affamati, mangiare da soli a causa dell’imbarazzo per quanto si sta mangiando, sentirsi disgustati verso sé stessi, depressi o molto in colpa dopo l’episodio di abbuffata. È presente un marcato disagio durante le abbuffate, le quali non sono associate a condotte compensatorie (come invece accade nella bulimia nervosa).
Le persone con diagnosi di Binge Eating si preoccupano molto del loro comportamento e lo ritengono un serio problema, sia per la sensazione di perdita di controllo sia per le implicazioni delle abbuffate sul peso e sulla salute.
Il tasso di remissione è di circa l’80% e la migrazione verso l’anoressia nervosa e la bulimia nervosa è rara.
Le linee guida NICE consigliano la CBT-E (Terapia Cognitivo Comportamentale Migliorata) come il solo trattamento raccomandato per tutti i disturbi dell’alimentazione e per tutte le età.
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