Consulenza psicologica
Disturbi d’ansia e fobie
L’ansia è un’emozione caratterizzata da sensazioni di tensione, minaccia, preoccupazione e cambiamenti fisiologici. Si differenzia dall’emozione di paura perché mentre quest’ultima è una reazione emotiva ad un pericolo reale ed immediato, l’ansia p una reazione emotiva ad una minaccia futura percepita. L’aspetto di ‘immediatezza’ tipico della paura è in contrasto con l’atto di ‘previsione’ che caratterizza l’ansia, infatti la paura ci permette di mobilitare tutte le nostre risorse per affrontare una minaccia o in alternativa fuggire da essa, l’ansia ci aiuta ad individuare minacce future e a premunirci contro di esse. L’emozione di ansia, come tutte le emozioni, riveste un ruolo adattivo: ci permette di essere più performanti e vigili rispetto a possibili minacce. Quando l’ansia si presenta con un grado di intensità eccessivamente elevato e diventa prevaricante rispetto agli altri vissuti emotivi, diventa invece disfunzionale.
I sintomi dell’ansia sono numerosi:
- sintomi cognitivi (sensazione crescente di allarme e pericolo, senso di vuoto mentale, insorgenza di immagini o ricordi o pensieri negativi…)
- sintomi comportamentali (evitare situazioni, comportamenti protettivi, controllo)
- sintomi fisici (tremori, sudorazione, palpitazioni, aumento frequenza cardiaca, vertigini, nausea, formicolii, derealizzazione e/o depersonalizzazione)
la teoria cognitiva dei disturbi emozionali di Beck (1967, 1876) afferma che l’ansia è accompagnata a distorsioni del pensiero che si manifestano come un flusso di pensieri automatici negativi nell’esperienza cosciente del paziente, che corrispondono ad una preoccupazione relativa al concetto di pericolo e ad una sottovalutazione delle capacità individuali di fronteggiarle.
Una volta attivata la valutazione di pericolo, si crea un circolo vizioso che rinforza gli attacchi di ansia. I sintomi dell’ansia possono essere loro stessi interpretati come segnali dell’effettiva esistenza di un pericolo e possono condizionare il comportamento della persona, accrescendo il senso di vulnerabilità e rinforzando l’iniziale reazione ansiosa.
Una delle principali componenti dell’ansia è il rimuginio, una forma di pensiero ripetitivo di tipo verbale e astratto che mantiene e aggrava l’ansia. Il rimuginio si presenta come una catena di pensieri su possibili eventi catastrofici che potrebbero verificarsi in futuro. Il rimuginio può sembrare una buona soluzione all’ansia, ma col passare del tempo diventa una strategia molto costosa e viene vissuto come incontrollabile e intrusivo.
I disturbi d’ansia si differenziano dalla normale ansia evolutiva perché l’ansia risulta in questi casi eccessiva o persistente (DSM-5; APA, 2013).
Molti disturbi d’ansia si sviluppano in età infantile e tendono a persistere se non trattati.
Di seguito sono riportati i disturbi d’ansia secondo il DSM-5:
- disturbo d’ansia da separazione
- mutismo selettivo
- fobia specifica
- disturbo d’ansia sociale
- disturbo di panico
- agorafobia
- disturbo d’ansia generalizzata
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