Consulenza psicologica

Consulenza psicologica

 

Lo scopo del percorso psicologico è la promozione del benessere e della crescita della persona, oltre a quello di cercare e trovare rimedi per le forme di disagio psicologico.

L’assistenza e il sostegno psicologico guidano la persona nel processo di comprensione di sé e la aiutano a definire in modo più chiaro le difficoltà, dando forma e significato al malessere, ma anche facilitando il ricorso alle proprie risorse personali e potenziandone i punti di forza.​

La psicoterapia ha l’obiettivo di rimuovere i sintomi che producono sofferenza e disagio, cambiare i modelli di comportamento disfunzionali, migliorare le relazioni interpersonali e trattare i disturbi psicopatologici.

Accorgersi che il nostro corpo ha bisogno di un medico è piuttosto semplice, ma capire quando è la nostra “psiche” ad averne bisogno è più difficile.

 

Ecco un elenco delle situazione per le quali potrebbe essere di aiuto rivolgersi ad uno psicologo:

  • il malessere interferisce con la nostra quotidianità (il lavoro, la famiglia, gli amici…) impedendoci di concentrarci come dovremmo, non ci fa dormire o ci fa dormire male o dormire troppo, non ci fa mangiare o ci fa mangiare male o troppo, ci fa piangere spesso, ci fa porta ad isolarci o ad arrabbiarci col mondo;
  • siamo preoccupati, in ansia, o molto tristi senza un apparente motivo quasi tutto il giorno per un lungo periodo di tempo;
  • abbiamo comportamenti inspiegabili che prima non ci appartenevano;
  • evitiamo luoghi, situazioni, ambienti, persone, animali o cose per il timore che possano crearci dei profondi disagi (prendere un aereo, frequentare luoghi affollati o chiusi, paura degli aghi, paura dei cani o dei ragni, paura dell’altezza…);
  • Il disagio psicologico è originato da eventi specifici come un lutto, una separazione o un divorzio, un trasferimento in un nuovo paese, un licenziamento, la nascita di un figlio, la fine di una relazione, il cambio di scuola, essere vittima di bullismo, di stalking, di violenza sessuale, aver vissuto un trauma;
  • siamo dipendenti da qualcosa/qualcuno di cui non riusciamo a liberarci (alcol, droghe, videogiochi, sesso, partner);
  • conflitti familiari;
  • disagi evolutivi ed adolescenziali;
  • abbiamo perso l’allegria e la motivazione per le cose che amiamo fare;
  • dobbiamo sostenere un famigliare lungo un percorso di malattia;
  • abbiamo dubbi su come aiutare o relazionarci con i nostri figli;
  • abbiamo bisogno di un confronto per chiarirci le idee e interpretare in modo più sereno gli eventi della nostra vita.

 

Percorso individuale per adulti

Il percorso individuale con lo psicoterapeuta prevede dei colloqui a tu per tu terapeuta-paziente, solitamente a cadenza settimanale e della durata di 50 minuti.

Il numero dei colloqui varia a seconda dell’obiettivo e dalla domanda del paziente.

Lo psicologo aiuta il paziente a riconoscere le proprie emozioni, i pensieri, i comportamenti ed il proprio funzionamento psicologico, al fine di renderlo protagonista attivo della trasformazione che gli permetterà di affrontare le difficoltà senza farsi intimorire da sentimenti negativi, ansie o paure.

 

Percorso individuale per l’età evolutiva

I colloqui sono rivolti al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza. Lo psicologo dell’età evolutiva indaga e lavora sulla presenza di disagi e problematiche che ogni bambino o ragazzo può incontrare nel suo percorso di crescita.

Nel lavoro con i minori vengono coinvolti anche i genitori ai quali viene dedicato uno spazio apposito all’interno di “colloqui di sostegno alla genitorialià”. 

Con i bimbi piccoli si lavora, oltre che con il colloquio clinico, con giochi, disegni e favole, per metterli a loro agio e attraverso di essi far emergere e insegnare le emozioni.

 

Il primo colloquio

Lo psicologo ti farà accomodare su una sedia di fronte a un tavolo o a una scrivania, oppure su una poltrona o un divano, in altri casi ancora potrebbe farti accomodare sul “famoso” lettino.

Non è il mio caso: nel mio studio si lavora uno di fronte all’altro, alla scrivania, con carta e penna a portata di mano.

Sì perché in seduta si lavora eh!

E si lavora insieme.

Lo psicologo durante il primo colloquio, oltre a presentarsi come professionista, farti sapere di cosa si occupa, in cosa è specializzato, come lavora, ecc, ascolterà la motivazione che ti ha spinto a prendere appuntamento (eh no, lo psicologo non legge nella mente!).

Anche il dentista ti chiede perché hai preso un appuntamento, mica sa già se deve farti la pulizia dei denti oppure l’estrazione di un molare!

Lo psicologo è interessato a capire il tuo punto di vista su ciò che stai passando, che significato ha per te il tuo malessere, perché è deve capire come può aiutarti.

Capita spesso di avere difficoltà ad esprimere allo psicologo la propria problematica, non temere, è normale! Sarà cura del professionista metterti a tuo agio e agevolarti nel racconto, magari facendoti qualche domanda, anche se non insisterà mai a farti parlare quando non te la senti.

I tuoi silenzi saranno sempre rispettati.

Quando lo psicologo avrà chiara la tua richiesta di aiuto, stabilirete insieme l’obiettivo da raggiungere e come raggiungerlo.

Sarà un percorso di collaborazione.

L’aspetto della collaborazione, forse, è l’unico aspetto che distingue il rapporto psicologo-paziente dal rapporto medico-paziente. Il chirurgo ti ha mai chiesto di passargli le pinze mentre ti stava operando di appendicite? Il dentista ti ha mai chiesto di trapanarti un canino perché lui si era già occupato di farti l’anestesia? Il fisioterapista ti ha mai chiesto di massaggiarti la coscia destra mentre lui si occupava della sinistra? No!

Vuoi sapere perché il rapporto con lo psicologo è di collaborazione?
Perché, no, lo psicologo non guarisce con la bacchetta magica.
Lo psicologo ti insegna tecniche e strategie, ti aiuta a metterle in pratica, ma non può farlo al posto tuo.

Ti aiuta ad individuare schemi e pattern di comportamenti che attui ma che anziché aiutarti ti creano disagio perché non sono più efficaci o perché non lo sono mai stati.

Ti aiuta quindi a scegliere di fare qualcosa di diverso: “vogliamo provarci?” ti chiede. Ma mica ti dice “ascolta, domani proverò io, per te, a fare questa nuova cosa, poi vediamo come va”.

All’inizio potrai essere tentato a preferire che fosse lui/lei a fare il lavoro per te. Decidere di cambiare, lavorare su sé stessi, affrontare faccia a faccia le proprie paure non è un gioco da ragazzi.

Ci vuole fegato. Ma nel tuo cammino non sarai mai lasciato solo.

Infine, ricordati una cosa molto importante: il compito dello psicologo non è quello di giudicare.

Il chirurgo, per svolgere il suo mestiere, non deve svenire alla vista del sangue.

Lo psicologo, per svolgere il suo mestiere, deve saper non giudicare.

Prenota un primo appuntamento

Chiedere aiuto è un atto di coraggio, non un segno di debolezza.

Prendersi cura della propria salute mentale è importante tanto quanto prendersi cura della propria salute fisica.